dolci bollicine

Cantine spumante

Spumante dolce

Lo spumante dolce è tra i vini preferiti del periodo natalizio, grazie a un perfetto abbinamento tra queste bollicine e i dolci particolari italiani che si consumano in questo periodo. Sicuramente il portabandiera di questa tipologia è lo spumante d'Asti, con altre produzioni minori in quasi tutte le regioni italiane.

di Redazione

31 dicembre 2011

Lo spumante dolce

Gli spumanti dolci sono una tipologia di spumanti, quasi esclusivamente di tradizione italiana, con un contenuto zuccherino residuo che supera i 50 grammi per litro. Agendo sul contenuto zuccherino residuo nella lavorazione tradizionale, è quindi possibile ottenere vari tipi di spumante, che va dal secco al dolce, con varie gradazioni a seconda dello zucchero contenuto. Molto importante spesso è anche l'uvaggio utilizzato, che vede il Moscato Bianco come l'uva più impiegata per la produzione dei dolci. L'Italia ha una tradizione molto forte negli spumanti dolci, anche se chiaramente questi sono prodotti anche negli altri paesi. Ma si può affermare che la penisola, prima dello sviluppo nelle lavorazioni della Franciacorta e quello commerciale del Prosecco di Valdobbiadene, era famosa più per i suoi spumanti dolci prodotti soprattutto nelle provincie piemontesi, con quella di Asti in testa. Oggi tutte le regioni italiane sono coinvolte nelle produzioni di spumanti, che possono essere sia bianchi, che rosati e rossi.

Le zone di produzione

Tra le zone di produzione degli spumanti dolci, il Piemonte, e in particolare la denominazione di origine controllata e garantita Asti, hanno certamente un ruolo di primo piano, sia per tradizione storica che per qualità. In questa denominazione si utilizza il Moscato in purezza, una varietà che si presta molto facilmente alla spumantizzazione e a una produzione di vini dolci. Ma tutto il Piemonte è un ottimo produttore di vini spumanti dolci, con moltissime aziende che lavorano sul territorio. Anche la varietà Cortese contribuisce alla produzione di buoni spumanti dolci. Anche la Lombardia, soprattutto sotto la denominazione Oltrepò Pavese Metodo Classico, produce degli ottimi spumanti anche dolci con metodi naturali. Nella Franciacorta la produzione dei pochissimi dolci è invece completamente offuscata da quella ottima dei grandi spumanti secchi che raggiungono livelli qualitativi pari, se non superiori a quelli degli Champagnes. Nel Veneto, la produzione coinvolge quasi tutte le denominazioni, con la Valdobbiadene e i Colli Asolani che hanno il primato qualitativo. Altri buoni spumanti vengono prodotti in Sicilia e in quasi tutte le regioni italiane, anche se non riescono a raggiungere i livelli di queste tre regioni.

I migliori spumanti dolci italiani

Oltre ai conosciuti e famosi spumante d'Asti dolci, già descritti in un articolo a loro dedicato, in Piemonte si spumantizzano altri vini di buona qualità, come nel caso dei Colli Tortonesi. I Vigneti Massa produce un ottimo Moscato Muscaté, con una bella spuma persistente e una gamma olfattiva dolce di frutta candita, sfumata dalla salvia e dalla zagara. Il palato è dolce e fresco, ben aromatico e persistente. Si abbina ottimamente con la torta di nocciole e le creme. Naturalmente in Piemonte si vinificano anche i famosi Brachetto d'Aqui, anche se qualitativamente non siano dei vini eccezionali, forse la loro fama è dovuta più che altro a una moda giovanile esplosa una ventina d'anni fa, come prodotto pubblicitario di vino spumante rosso dolce. In Lombardia Vanzini spumantizza un ottimo Oltrepò Pavese Moscato nel rapporto con il prezzo. Di paglierino tenue con sfumature verde oro, la gamma olfattiva rivela le pesce sciroppate, i fichi secchi e le albicocche. La dolcezza del palato è mitigata da buona sapidita e freschezza, e va servito con la crostata di noci e miele. Ricci Curbastro vinifica il Franciacorta demi-sec con Chardonnay e Pinot Bianco, dalla spuma soffice, con sentori di glicine e frutta matura. Amabile al palato, si associa ai mignon alla frutta bianca. Nel Trentino la grande casa vinicola Ferrari vinifica l'ottimo Trento Maximum Demi-sec dallo Chardonnay in purezza. Al naso compaiono lo zenzero, la nespola, il marzapane e il tiglio. Il palato risulta soffice e di media dolcezza sfumata da una buona sapidita pur mantenendosi sempre fruttato. Ottimo con dolci al riso. In Veneto troviamo Bortolomiol e il suo Prosecco di Valdobbiadene Suavis demi-sec, di un bel colore paglierino e un perlage sfumato. Al naso offre camomilla e acacia, frutta bianca matura e miele che prosegue poi al palato, equilibrato e setoso, per accompagnare le tartellette alla crema di pere o torte di frutta secca. Nelle Marche si può degustare il Lacrima di Morro d'Alba Ametista Moncaro, un spumante rosso violaceo dolce ottenuto dalla varietà autoctona Lacrima di Morro che conferisce a questo spumante belle sensazioni floreale di viola e rose. Il palato è morbido, mediamente strutturato, da provare con le torte di frutta, budini e le torte secche.

Come si servono

Gli spumanti dolci si servono a temperature leggermente più basse degli spumanti brut, intorno ai 6-7° C in modo da sfumare la dolcezza troppo pronunciata che spesso li caratterizzano. Tra i più pregiati è spesso suggerito il servizio in aperitivo, o con frutta fresca con creme e la classica pasticceria natalizia e secca. Sono ottimi accompagnamenti anche per frutta secca invernale, come le caldarroste o mandorle.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra uno spumante dolce e gli altri tipi di spumante?
    La distinzione fondamentale risiede nel contenuto di zucchero residuo presente nel vino dopo la fermentazione. Gli spumanti dolci si caratterizzano per avere un tenore zuccherino superiore ai 50 grammi per litro, una concentrazione significativa che ne determina il profilo gustativo marcato. A differenza delle versioni secche o extra dry, dove lo zucchero è stato quasi interamente convertito in alcol, qui viene fermata la fermentazione o aggiunta dose di liqueur per preservare la dolcezza. Questa elevata quantità di residui zuccherini rende il vino più avvolgente e adatto specificamente ad accompagnare dessert o pasticcerie, distinguendolo nettamente dalle bollicine più asciutte diffuse commercialmente.
  • Quale vitigno è maggiormente utilizzato per produrre spumanti dolci in Italia?
    Il protagonista assoluto nella produzione di spumanti dolci italiani è indubbiamente il Moscato Bianco. Questa uva è particolarmente apprezzata perché possiede un aroma intenso e naturale, che si esprime pienamente anche dopo il processo di spumantizzazione, solitamente effettuato con il metodo Charmat. La sua vocazione alla dolcezza permette di ottenere vini profumati, freschi e immediatamente piacevoli, come dimostrano le celebri DOCG Asti e Moscato d'Asti. Sebbene esistano eccezioni, come il Brachetto d'Acqui per i rossi dolci o il Lacrima di Morro d'Alba per i rosati, il Moscato rimane la varietà di riferimento per eccellenza in questa categoria.
  • A quale temperatura bisogna servire uno spumante dolce per migliorarne la degustazione?
    Per apprezzare al meglio le caratteristiche di uno spumante dolce, è consigliabile servirlo a una temperatura compresa tra i 6 e i 7 gradi Celsius. Questo range è leggermente inferiore rispetto a quello ideale per gli spumanti Brut o Extra Dry. Il freddo moderato aiuta a bilanciare la percezione della dolcezza al palato, evitando che il vino risulti stucchevole o eccessivamente appiccicoso. Servirlo troppo caldo accentuerebbe la sensazione di zuccherino, mentre una temperatura troppo bassa potrebbe nascondere i delicati aromi floreali e fruttati tipici di queste bollicine, rendendole piatte e meno invitanti.
  • Quali sono i piatti ideali da abbinare agli spumanti dolci?
    Gli spumanti dolci trovano la loro massima espressione nell'abbinamento con la pasticceria, specialmente quella italiana ricca di creme, frutta candita e nocciola. Sono eccellenti compagni di torta di nocciole, crostate al miele, tiramisù e dolci al riso. Oltre ai dolci tradizionali, si sposano perfettamente con la frutta fresca dolce, come pesche o meloni maturi, e con la frutta secca invernale, quali le caldarroste o le mandorle tostate. Questi abbinamenti funzionano perché la dolcezza del vino non compete con quella del cibo, ma anzi la accompagna e la esalta, creando un equilibrio armonioso e mai stancante durante il pasto.
  • Oltre allo spumante d'Asti, quali sono le principali zone di produzione italiane?
    Sebbene il Piemonte, con la DOCG Asti, sia il leader storico e qualitativo, molte altre regioni italiane producono spumanti dolci di pregio. In Lombardia, l'Oltrepò Pavese Metodo Classico offre ottime versioni, spesso a base di Moscato. Il Trentino-Alto Adige si distingue con il Trento DOC, dove il Maximum Demi-sec di Ferrari rappresenta un punto di riferimento. In Veneto, oltre al Prosecco, le aree di Valdobbiadene e Colli Asolani producono demi-seq di alta qualità. Anche la Sicilia e le Marche contribiscono con produzioni locali, come il Lacrima di Morro d'Alba, dimostrando che la tradizione dolce è diffusa su tutto il territorio nazionale.

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