Quanti bicchieri si versano da una bottiglia da 750 ml
Prima di calcolare quante bottiglie servono per il cenone, parti dall'unità di misura che conta davvero a tavola: il bicchiere. Una bottiglia standard contiene 750 ml e, con una mescita da circa 125 ml, quella che un sommelier considera corretta per accompagnare una portata, ne ricavi sei bicchieri. Se in famiglia si versa con mano più generosa, intorno ai 150 ml, i bicchieri scendono a cinque. Per lo spumante il discorso cambia: nella flûte o nel calice da bollicine si versano circa 100 ml, quindi da una bottiglia escono sei o sette brindisi. Per non trovarti in difficoltà, nel calcolo considera cinque bicchieri per bottiglia di vino fermo e sei per lo spumante: perdi poco in precisione e guadagni un piccolo margine che assorbe il bicchiere riempito troppo o il fondo lasciato nella bottiglia. Vale anche la pena di controllare i calici che userai, perché un bicchiere ampio da rosso invita a versare più di un calice stretto da bianco, e questo pesa sul conto finale.
Quanti bicchieri beve un ospite in una serata lunga
Stabilito quanto rende una bottiglia, devi stimare il consumo. A una cena completa un adulto che beve vino arriva in media a due o tre bicchieri, da qui la regola pratica più diffusa: una bottiglia ogni due persone che bevono. Il cenone però non è una cena qualsiasi, perché dura molte ore e va avanti tra antipasti, primi, secondi e dolci fino al brindisi di mezzanotte. Per le serate lunghe chi organizza eventi conta circa due bicchieri nella prima ora, quando gli ospiti arrivano e hanno sete, e poi uno per ogni ora successiva. Per un cenone di cinque ore si arriva quindi a circa sei bicchieri a testa, cioè poco più di una bottiglia per ciascun bevitore. Il passaggio che fa la differenza è contare bene chi beve davvero. Togli dal totale i bambini, chi non consuma alcol e chi dovrà guidare al ritorno, e tieni conto che se offri anche birra, cocktail o un amaro a fine pasto il vino consumato cala. Se gli invitati sono dieci e ne bevono otto, con il conteggio da serata lunga servono circa nove o dieci bottiglie, mentre con la regola della cena normale ne basterebbero quattro. Scegli il metodo in base alla durata reale della tua festa, non a quella che speri.
Come dividere le bottiglie tra bianchi, rossi e spumante
Una volta fissato il numero totale, decidi come ripartirlo, perché comprare solo rossi per un cenone che apre con crudi di pesce e tartine significa restare senza bianco a metà antipasto. Per una cena con portate diverse la ripartizione di riferimento prevede circa il 40 per cento di bianchi o rosati per aperitivo, antipasti e piatti di pesce, un altro 40 per cento di rossi per primi strutturati, carni e formaggi, e il restante 20 per cento di spumante. Un cenone invernale, con arrosti, cotechino e piatti di lunga cottura, fa crescere la quota dei rossi; se invece il menù è tutto di pesce, come accade spesso alla vigilia, fai il contrario e tieni i rossi solo per i formaggi. Lo spumante merita un conto a parte. Se lo servi solo per il brindisi di mezzanotte, una bottiglia basta per sei persone, quindi per dodici invitati ne servono due, da mettere al fresco già dal pomeriggio. Se vuoi usarlo anche per l'aperitivo o accompagnare il panettone con una bollicina dolce, aggiungi le bottiglie corrispondenti a quelle portate. Segui comunque l'ordine di servizio classico, dal più leggero al più strutturato, e ti sarà più facile capire quante bottiglie di ogni tipo aprire e in quale momento.
Il margine di scorta e cosa fare con le bottiglie avanzate
Chiuso il calcolo, aggiungi una scorta. Per le serate lunghe e i buffet chi lavora nel catering aumenta la quantità di circa il 10 per cento, e un cenone rientra in questa categoria: arrotonda sempre per eccesso, perché una bottiglia in più in cantina non crea problemi, mentre un ospite con il bicchiere vuoto durante il brindisi sì. Nel margine fai rientrare anche l'acqua, che è la voce più sottovalutata nelle feste: quasi tutti ne comprano troppo poca e si ritrovano con gli alcolici avanzati e l'acqua naturale finita. Le bottiglie non aperte non vanno sprecate e, se le hai comprate pensando già a come riutilizzarle, la scorta diventa un vantaggio. Conservale coricate, al buio e lontano da termosifoni e fornelli, e saranno pronte per il pranzo di Capodanno o per una cena nei giorni successivi. Una bottiglia di vino fermo aperta, richiusa con il suo tappo e messa in frigorifero, resta gradevole per pochi giorni, mentre lo spumante perde presto le bollicine e conviene finirlo in serata o usarlo in cucina per un risotto.





