Vinook.it · guide e consigli pratici
Cantina · Caratteristiche cantina

Cantina di casa: guida pratica alla preparazione

Aggiornato il 30 settembre 20264 capitoli
Scegliere lo spazio adatto per la cantina

Dove ricavare lo spazio per la cantina di casa

Non serve una volta in mattoni sotto una casa di campagna: per una cantina di casa vanno bene un sottoscala, un ripostiglio interno, un locale interrato o una porzione di garage, purché il posto resti tranquillo e al riparo dalla luce. Il criterio che conta di più è la stabilità, perché un ambiente che d'inverno scende a otto gradi e in agosto ne segna ventotto fa lavorare le bottiglie senza sosta, e le escursioni ripetute si sentono nel bicchiere. Per questo un interrato o un locale esposto a nord rendono meglio del sottotetto o del ripostiglio attaccato alla cucina, dove forno e vapori alzano la temperatura ogni giorno. Prima di decidere, valuta due dettagli che di solito si scoprono tardi. Se il locale ha una finestra, schermala: la luce diretta, e anche un neon tenuto acceso a lungo, innesca nel vino quegli odori sgradevoli che gli enologi chiamano gusto di luce, un difetto che colpisce soprattutto bianchi e spumanti in bottiglia chiara. Guarda poi le vibrazioni, perché la parete della caldaia o il vano della lavatrice tengono i depositi in sospensione e non lasciano riposare il vino.

Temperatura e umidità: i valori da tenere sotto controllo

Individuato il locale, il lavoro si sposta sul clima. Per l'affinamento in bottiglia la forbice più citata va dai 12 ai 15 gradi, ma se il tuo ambiente resta stabile a 16 o 17 non c'è da allarmarsi: un valore un po' più alto e costante è preferibile a una media ideale raggiunta con oscillazioni continue. Il vino scalda e raffredda con lentezza, quindi contano le variazioni di settimane e stagioni, non il mezzo grado di un pomeriggio. L'umidità relativa va invece mantenuta alta, intorno al 70 per cento e anche più su per gli spumanti. Il sughero è un materiale organico che continua a reagire all'ambiente: con l'aria secca si ritira, la circonferenza del tappo diminuisce, entra ossigeno e il vino si ossida in fretta. Troppa umidità, al contrario, non tocca il contenuto ma fa muffire etichette e capsule. Un termoigrometro da pochi euro, appoggiato all'altezza delle bottiglie e non a soffitto, ti dice in qualche settimana come si comporta la tua cantina di casa: da lì decidi se serve un deumidificatore, una bacinella d'acqua con sabbia per alzare l'umidità o un climatizzatore da cantina, che lavora su temperatura e umidità insieme invece di asciugare l'aria come uno split domestico.

Scaffalature, materiali e illuminazione

In una cantina di casa lo spazio è quasi sempre stretto, e le scaffalature vanno scelte pensando al peso prima che all'estetica. Il legno resta la soluzione più pratica perché isola, non trasmette il calore della parete e convive bene con l'umidità alta: orientati su essenze neutre e stagionate, il rovere per esempio, ed evita pino, abete e altri legni resinosi, che cedono odori all'aria e quindi al sughero. Se preferisci il metallo, verifica che sia acciaio inossidabile o verniciato a polvere, altrimenti in un locale umido la ruggine arriva presto. Qualunque struttura scegli, fissala al muro e fai il conto del carico: una bottiglia piena pesa circa un chilo e mezzo, quindi cento bottiglie mettono alla prova tasselli scelti a occhio. Le bottiglie stanno coricate, con il vino a contatto del tappo, e conviene tenere in basso i formati grandi e i rossi da lunga attesa, più in alto quelli di pronta beva. Per la luce bastano LED a bassa potenza con interruttore, da accendere solo quando scendi a prendere una bottiglia.

Gli errori che rovinano le bottiglie conservate in casa

Gli sbagli più frequenti non riguardano la scelta del vino ma il posto dove finisce. Non appoggiare le casse accanto alla caldaia, ai tubi dell'acqua calda o a un termosifone, e non lasciarle a contatto con il pavimento di un garage che d'estate si surriscalda. Evita anche di dividere lo spazio con detersivi, vernici, solventi, cipolle o formaggi stagionati: il sughero è poroso e lascia passare gli odori, che poi ritrovi al naso quando apri. Il frigorifero di casa, infine, non sostituisce la cantina, perché la temperatura è troppo bassa per far evolvere il vino e l'aria asciutta del reparto restringe il tappo in qualche mese. Una cantina di casa sistemata con criterio chiede poi pochissimo lavoro. Ogni tanto dai un'occhiata al termoigrometro, controlla che i tappi non sporgano e che non ci siano colature di vino sotto la capsula, segno che la bottiglia ha preso un colpo di calore, e sposta le casse il meno possibile. Se tieni un registro anche sommario, con annata, posizione e periodo consigliato per l'apertura, arrivi a stappare le bottiglie quando hanno davvero qualcosa da dire, invece di dimenticarne qualcuna per anni sullo scaffale in fondo.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche