La zona vinicola
L'area vinicola del Salice Salentino è posta a una quindicina di chilometri a nord ovest di Lecce, tra le province di Lecce e Brindisi, con la parte occidentale nella Terra d'Arneo, nella Pianura Salentina. Il paesaggio è costellato da numerosi vigneti, uliveti e masserie antiche, con una fiorente agricoltura rinata grazie alla riforma agraria degli anni cinquanta. L’acqua è presente e al contempo nascosta, modellando il paesaggio naturale ed umano di quest’angolo di Salento. Tale rapporto tra territorio e acqua lo si evince già dalle tante leggende. Si narra infatti che l’insediamento di Nardò fu fondato laddove un toro colpì con lo zoccolo il terreno facendo zampillare una sorgente d’acqua. Anche nell’etimologia della parola Arneo, ritroviamo l'acqua. Infatti secondo alcuni studiosi il termine deriva da Varneus, che significa terreno ricco d’acqua. La natura carsica e calcarea infatti del territorio e l'erosione del tempo ha creato numerose fessure ed inghiottitoi dove l'acqua piovana e non viene convogliata nel sottosuolo, nutrendo le piante di elementi essenziali derivanti dall'argilla e dai sedimenti fossili marini molto presenti sul basalto calcareo che costituisce il suolo della regione.
I vitigni rossi
I vitigni rossi coltivati nella zona per produrre questa denominazione sono il Negroamaro come uva principale, l'Aleatico, il Malvasia Nera di Lecce, il Malvasia Nera di Brindisi e il Primitivo. L'Aleatico potrebbe trattarsi di una mutazione a bacca scura del Muscat Blanc à Petits Grains, varietà a bacca bianca, da cui ha ripreso il forte aroma. È un vitigno vigoroso, di produttività media e costante, con buccia molto pruinosa che fornisce ottimi vini di colore rubino con risflessi violacei, morbidi, dolci, leggermente astringenti, intensi e fruttati. Il Malvasia Nera di Brindisi è aromatico, al contrario di quello di Lecce, mentre Primitivo e Negroamaro sono i vitigni autoctoni principe della Puglia. Forniscono vini di colore, strutturati ed alcolici, soprattutto con il Negroamaro, con vaste gamme olfattive e palato molto elegante.
Il Salice Salentino DOC rosso
La denominazione di origine controllata Salice Salentino fu istituita il 6 dicembre 1990 per autorizzare la produzione di vini bianchi, rossi e rosati nei territori comunali di Salice Salentino, Veglie, Guagnano, in provincia di Lecce, San Pancrazio Salentino, Sandonaci, in provincia di Brindisi e inoltre in parte del territorio comunale di Campi Salentina, in provincia di Lecce, Cellino San Marco, in provincia di Brindisi. Le uve autorizzate per la produzione del Salice Salentino DOC rosso sono il Negroamaro che deve essere presente per un minimo del 80% nell'assemblaggio, a cui possono concorrere alla produzione dei vini anche le uve provenienti dai vitigni Malvasia nera di Lecce, Malvasia nera di Brindisi, presenti nei vigneti, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 20%. Per la tipologia Salice Salentino Aleatico il vitigno Aleatico indicato in etichetta deve essere presente per minimo l'85% nell'assemblaggio a cui possono concorrere anche le uve provenienti dagli altri vitigni Negroamaro, Malvasia nera e Primitivo, presenti nei vigneti, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 15%. Sono iscrivibili all'albo i vigneti posti nei terreni di buona esposizione, di natura calcareo-argilloso-silicea anche profondi ma piuttosto asciutti, mentre sono da escludere i terreni prevalentemente argillosi o alluvionali eccessivamente umidi. Le rese massime autorizzate sono fissate a 12 tonnellate per ettaro per il Rosso e 10 tonnellate per ettaro per il monovarietale Aleatico. In quest'ultimo caso le uve possono subire anche un leggero appassimento su pianta o su stuoie e il vino non può essere commercializzato prima del 1° marzo successivo alla vendemmia. Per il Salice Salentino Aleatico è autorizzata anche la tipologia Liquoroso, Dolce e Dolce Liquoroso. Per il Rosso invece è prevista anche la tipologia Novello se la vinificazione è effettuata secondo la tecnica della macerazione carbonica per almeno il 30%. È autorizzata inoltre la tipologia Riserva per il vino Rosso che sia stato invecchiato almeno due anni, di cui sei mesi in bottiglia, e che abbia un titolo alcolometrico di 12,50% vol. Anche il Salice Salentino Aleatico dolce e Salice Salentino Aleatico liquoroso dolce possono portare in etichetta la menzione Riserva ma devono sottoposti ad un periodo di invecchiamento minimo di almeno due anni a decorre dal 1° gennaio successivo all’annata di produzione delle uve per il Salice talentino dolce e dalla data di alcolizzazione per il Salice Salentino liquoroso dolce. Il Salice Salentino rosso ha colore rosso rubino più o meno intenso con eventuali riflessi tendenti al rosso mattone con l’invecchiamento. Il profumo è vinoso, etereo, caratteristico, gradevole ed intenso con sapore asciutto, pieno, robusto ma vellutato, caldo e armonico. Il Riserva è ottimo per gli arrosti di carne rosse, mentre per il Rosso generico possiamo accompagnare il vino con l'abbacchio al forno, le minestre asciutte, i salumi in generale e i formaggi semiduri. Il Salice Salentino rosso Novello è di colore rosso rubino più o meno intenso. Al naso è fruttato e caratteristico, con palato asciutto con vena morbida, fruttato e vellutato. Per lui antipasti, minestre asciutte e formaggi non troppo stagionati. Il Salice Salentino Aleatico Dolce ha colore rosso granata più o meno intenso, con riflessi violacei tendente all’arancione con l’invecchiamento. Il profumo ha aroma delicato, caratteristico, che si fa più ampio con l’invecchiamento. Il sapore è moderatamente dolce, pieno, vellutato. Il Salice Salentino Liquoroso Dolce è di colore rosso granata più o meno intenso, con riflessi violacei tendente all’arancione con l’invecchiamento. Il profumo ha un aroma delicato, caratteristico con sapore in bocca dolce, pieno, caldo, armonico, gradevole. Entrambi gli Aleatici sono un ottimo abbinamento per il dessert.
Le aziende
Certamente la grande fama del Salice Salentino DOC è dovuta grazie al grande lavoro della famosa azienda Leone De Catris, che vinifica da circa tre secoli da vecchie vigne e con basse rese, in una produzione di alta qualita. La sua punta di diamante è certamente il Rosso Donna Lisa Riserva, con il 90% di Negroamaro e il 10% di Malvasia. Il colore è rubino denso, con unghie porpora. Al naso ha intensi profumi di confettura di prugna, erbe aromatiche, pepe e tabacco, con note balsamiche e di liquirizia. Al palato è fresco, con tannini levigati e un lungo finale. A tavola con il canestrato stagionato. Con lo stesso uvaggio produce anche il Manaia, rubino con riflessi porpora. Il naso è di viola ed amarena, con lievi note speziate ed erbacee. Fresco, sapido e lungo si abbina con gli spiedini di carne. Le Agricole Vallone vinifica il Vereto di un colore granato brillante e naso di mora, amarena e caffè. In bocca è morbido, caldo ed equilibrato, ideale per i bocconcini di vitella con crema di broccoli. Candido vinifica il Salice Salentino Aleatico con colore granato, toni vegetali, melograno, con bocca equilibrata tra il dolce e il tannino, ma fresco e sapido. Per lui la ricotta pugliese forte. Cantele produce un Riserva dai toni minerali, con prugna, erbe aromatiche e pepe. Leggermente acido ma sapido si abbina bene con la salsiccia e fagioli. La Cantina Petrelli ha il suo Salice Salentino Centopietre di colore rubino netto, con spezie dolci, visciola, toni mentolati e tabacco. Al palato ha note tostate e un buon corpo. Forti i tannini per i fagioli con le cotiche. Ottimi Salice Salentino vengono vinificati da Cantine del Falco, Cantine Due Palme, Cantine Santa Barbara, Castello Monaci, il conosciuto Conti Zecca, Feudi di Guagnano, Feudi di San Marzano,Alessia Imperatori, Lomazzi Sarti, Mottura, Taurino, le Tenute di Al Bano Carrisi, il noto cantante e Vinicola Resta.
Domande frequenti
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Qual è la composizione obbligatoria delle uve per il Salice Salentino DOC rosso?Il Salice Salentino DOC rosso deve essere composto per almeno l'80% da uve Negroamaro. Il restante 20% può essere completato da altre uve a bacca nera autoctone coltivate nei vigneti della zona, specificamente Malvasia Nera di Lecce e/o Malvasia Nera di Brindisi. Questa struttura garantisce al vino la tipicità pugliese, combinando la potenza del Negroamaro con le sfumature aromatiche delle Malvasie. È fondamentale verificare l'etichetta per confermare che le percentuali rispettino questi limiti normativi, assicurandosi così di acquistare un prodotto conforme ai disciplinari di produzione della Denominazione di Origine Controllata.
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Come si differenziano le tipologie Aleatico rispetto al classico Rosso?La tipologia Aleatico richiede un contenuto minimo dell'85% di uve Aleatico, con un massimo del 15% di altri vitigni consentiti (Negroamaro, Malvasia, Primitivo). A differenza del Rosso, che è generalmente secco, l'Aleatico può presentarsi in versioni dolci, liquorose o dolci liquorose. Spesso le uve subiscono un leggero appassimento, sia su pianta che su stuoie, e il vino non può essere immesso al consumo prima del 1° marzo successivo alla vendemmia. Questa lavorazione conferisce all'Aleatico aromi intensi, spesso di frutta matura e spezie, e una struttura più ricca e calda, ideale per accompagnare dolci o formaggi stagionati, distinguendosi nettamente dal profilo più rustico ed elegante del Rosso base.
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Quali sono i requisiti per ottenere la menzione 'Riserva'?Per fregiarsi della menzione Riserva, il Salice Salentino Rosso deve essere invecchiato per almeno due anni, di cui almeno sei mesi in bottiglia, e raggiungere un titolo alcolometrico volumico totale minimo di 12,50% vol. Durante questo periodo, il vino evolve, sviluppando colori che tendono al rosso mattone e profili aromatici più complessi. Per le tipologie Aleatico Dolce e Liquoroso Dolce, l'invecchiamento minimo è anch'esso di due anni, ma il calcolo inizia rispettivamente dal 1° gennaio successivo alla vendemmia o dalla data di alcolizzazione. Questo affinamento permette di levigare i tannini e integrare perfettamente le componenti alcoliche e aromatiche, rendendo il vino più adatto ad abbinamenti importanti come arrosti di carne rossa.
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In quali zone geografiche viene prodotto il Salice Salentino DOC?La zona di produzione si estende tra le province di Lecce e Brindisi, situata a nord-ovest di Lecce. I comuni specifici inclusi nel disciplinare sono Salice Salentino, Veglie e Guagnano (provincia di Lecce); San Pancrazio Salentino e Sandonaci (provincia di Brindisi); oltre a parti dei territori di Campi Salentina (LE) e Cellino San Marco (BR). Il territorio è caratterizzato da suoli calcarei e argillosi, tipici della Terra d'Arneo e della Pianura Salentina, dove l'acqua scorre sotterraneamente creando un microclima unico. Questa delimitazione precisa tutela l'autenticità del vino, legato indissolubilmente alle caratteristiche pedologiche e climatiche di questo specifico angolo del Salento.
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Cosa caratterizza il Salice Salentino Novello e come va servito?Il Salice Salentino Novello è ottenuto mediante vinificazione con macerazione carbonica per almeno il 30%, una tecnica che preserva gli aromi fruttati primari e riduce l'estrazione dei tannini. Il risultato è un vino dal colore rosso rubino vivace, al naso estremamente fruttato e caratteristico, e al palato asciutto ma con una vena morbida e vellutata. Essendo un vino giovane, va consumato fresco per apprezzarne la freschezza. In tavola si abbina perfettamente ad antipasti leggeri, minestre asciutte e formaggi non troppo stagionati, offrendo un'esperienza di bevuta immediata e piacevole, ideale per l'estate o per chi cerca un rosso immediato senza troppa struttura.




