Il vino rosso frizzante


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Vino rosso frizzante


Un vino frizzante differisce da un vino spumante per la quantità di gas interna che non deve superare le 2,5 atmosfere, mentre per lo spumante si devono avere almeno 3 atmosfere.

Per ottenere un vino frizzante si può quindi agire nello stesso modo con cui si producono degli spumanti, regolando il processo di gassificazione o di fermentazione naturale, in modo da ottenere un prodotto con una percentuale di “bollicine” minore.

Si può anche interrompere la fermentazione in modo da lasciare degli zuccheri residui in bottiglia, ma questo è spesso un metodo impreciso.

Si possono produrre vini frizzanti naturali e artificiali, in quest'ultimi il gas viene insufflato con appositi macchinari a chiusura ermetica con il processo di gassificazione.

Comunque, a parte qualche vino, la produzione è abbastanza limitata, anche perché offuscata da quella degli spumanti e degli champagne. Anche le uve a bacca rossa poco si prestano a un vino frizzante o spumantizzato che generalmente è dominio delle varietà a bacca bianca, che meglio si prestano a occasioni da bollicine come aperitivi e feste.


Il Lambrusco


Il lambrusco Salamino di ModenaIl rosso più famoso tra i frizzanti è certamente il lambrusco, classico vino dell'Emilia Romagna, molto popolare tra i giovani e i meno giovani, adatto per le cene con amici o piccoli aperitivi.

Il Lambrusco è una varietà di uve a bacca rossa coltivata essenzialmente nelle province di Modena, Parma e Reggio Emilia e in misura minore nella provincia di Mantova, in Piemonte, in Trentino e in Basilicata.

Si identificano diverse sotto varietà di quest'uva, come il Lambrusco di Sorbara, il Grasparossa di Castevetro, il Lambrusco Reggiano derivato dai cloni del Lambrusco Marani e del Lambrusco Salamino, e infine il Lambrusco Maestri e Montericco, che tuttavia vanno gradualmente scomparendo.

Il più diffuso è il Lambrusco Salamino, chiamato cosi perché i piccoli grappoli richiamano appunto l'idea di un salamino.

Le varietà in totale sono circa una sessantina ma soltanto quelle precedentemente menzionate vengono utilizzate per produrre il Lambrusco DOC e in generale anche quasi tutti i vini da tavola da questo vitigno.

Il vino ottenuto è fruttato e frizzante, solitamente rosso può essere vinificato anche in bianco e in rosato.

È una vite molto robusta, con un'eccezionale produttività conosciuta fin dall'epoca romana ed ebbe un grande successo negli Stati Uniti alla fine degli anni settanta e inizio anni ottanta.

In Argentina troviamo qualche ettaro di lambrusco Maesini, una delle ennesime sotto varieta.

Il Lambrusco Reggiano tende ad essere leggermente dolce a causa dell'assemblaggio con il mosto parzialmente fermentato dell'uva Ancellotta, autorizzata dal disciplinare fino a un massimo del 15%.

la disciplinare autorizza quattro diversi lambrusco DOC.

Il Lambrusco Salamino di Santa Croce DOC, rosso secco e amabile, dal colore scura e la spuma violacea, fruttato, con un naso di prugna e rosa, con una buona struttura acida, da abbinare a formaggi freschi di capra e antipasti freddi come mortadelle, oppure con i primi piatti della cucina emiliana o piccoli stuzzichini da aperitivo. La produzione è autorizzata in 14 comuni tutti in provincia di Modena.

Il Lambrusco di Sorbara DOC, sempre della provincia di Modena, è considerato il migliore, di colore rubino spumeggiante, con aromi di more e lamponi e finali erbacei e di mandorle, per un gusto persistente e fresco, abbinato per esempio con omelette ai funghi porcini.

Il disciplinare autorizza l'assemblaggio con il Lambrusco Salamino per un massimo del 40%, determinando cosi variazioni sensibili nelle proprietà organolettiche che possono variare dall'agrumato al mielato, passando per sentori di ribes nero e mele cotogne.

Il Lambrusco Reggiano DOC è autorizzato nella provincia di Reggio Emilia, vinificato anche in rosato, quando rosso ha colori rubino chiaro, con profumi leggeri e schiuma fine.

Può essere secco o anche dolce, nella versione secca accompagna la cucina tradizionale emiliana e il famoso parmigiano reggiano.

Il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC è prodotto nella provincia di Modena da almeno l'80% dell'omonima sotto varietà, ha colori intensi porpora o rubino, con naso che varia dal ciliegio ai lamponi freschi, dalle ciliegie sotto spirito alla confettura di amarene, elegante ed equilibrato. Si vinifica sia secco che dolce per accompagnare antipasti di salumi, cotechino con purè di patate o stracotti di manzo e nella sua versione dolce la pasticceria con i frutti canditi e uva passa.

In Lombardia viene prodotto anche il Lambrusco Mantovano DOC autorizzato da una diversa disciplinare, che come caratteristiche rispecchia grosso modo i suoi parenti emiliani.


Il Brachetto d'Acqui


La varietà del Lambrusco grasparossaÈ un rosso dolce frizzante molto di moda negli ultimi quindici anni tra i giovani per la sua facilità e semplicità nel consumo, spesso nelle serate tra amici o in una vineria rustica perché decisamente poco alcolico.

Viene prodotto in Piemonte, nelle provincie di Alessandria e Asti, esclusivamente da uve Brachetto, varietà a bacca rossa chiara, che da il meglio di se in questa zona.

Produce vini controversi, frizzanti e poco alcoli con gusti molto delicati alla fragola.

Sa dare risultati tipici nelle annate favorevoli, ma risulta delicata e dalle rese molto basse.

Affatto indimenticabile, nelle sue versioni migliori ha colori rubino chiaro, con spuma lieve con sentori di rosa, fragola, pesca e mughetto. Servito fresco, risulta abbastanza sapido pur essendo dolce, con abbinamenti molto limitati per frutta rossa fresca come i lamponi e le more.

È classificato come DOCG solo dal 1996.


Il vino rosso frizzante: I molti frizzanti locali

la leggerezza del Brachetto Molti vini rossi leggermente frizzanti sono prodotti localmente da piccolissime aziende sconosciute con vendita diretta senza nemmeno l'etichetta.

Da bere giovanissimi si trovano spesso in quelle antiche osterie di campagna, dove servono vini rinfrescanti e spumeggianti da scoprire in gite fuori porta con gli amici, magari dopo una giornata in riva a qualche torrente in cerca di un picnic e una partita a carte.




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