Castel San Lorenzo


In questa pagina parleremo di :La Campania vinicola

La zona vinicola


L'area di interesse vinicolo del Castel San Lorenzo DOC è una regione montuosa in Campania meridionale che si estende come una penisola tra i golfi di Salerno e Policastro, anticamente parte della Lucania. La zona è limitata a nord dalla catena dei monti Alburni e ad est dal Vallo di Diano. La zona presenta una morfologia varia, formata da montagne e pianure, che si affacciano sul Tirreno con falesie e piccole spiagge sul litorale e rilievi calcarei nell'entroterra.

Il territorio è colmato da sedimenti fluvio-lacustri e detritici il cui spessore non supera i 150 metri, ed è caratterizzato superiormente da alternanze limoso-sabbioso-ghiaiose e raramente da depositi calcareo-detritici cementati.

La catena montuosa è caratterizzata da rilievi carbonatici che raggiungono delle quote comprese tra i 1200 ed i 1400 m. Ad occidente sono presenti, invece, i massicci carbonatici dell’Unità Alburno-Cervati le cui sommità, enormemente appiattite, hanno favorito l’instaurarsi del glacialismo prima e del carsismo successivamente.

La zona è forse tra le pochissime a non fare affidamento sui vitigni autoctoni campani.

Castel Mani e la storia di una comunità. N. unico e speciale di: Verso Castel Mani. San Lorenzo in Banale (TN). A. 2 n. 2 (ago. 1989). -

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I vitigni rossi


I sapori campani I vitigni rossi principali utilizzati per produrre questo vino sono il Barbera e il Sangiovese.

Il Barbera ha le sue origini nel Monferrato dove ancora oggi è senza dubbio quello maggiormente coltivato. Nulla si può dire di sicuro sulla sua origine pur essendo un vitigno molto importante e diffuso. Sembra che la sua prima citazione risalga all'inizio del VI secolo d.C. nei catasti di Chieri e di Nizza.

Quanto al nome, secondo una recente interpretazione, deriva dall'incrocio tra la parola barba, usata per descrivere il suo complesso sistema di radici, e il termine dialettale albéra, che sta a indicare i siti boscosi dove le viti furono impiantate in sostituzione degli alti alberi.

Può essere vinificato sia da solo che in assemblaggio visto che è caratterizzato da una grande duttilità. Le sue uve, dotate di elevata acidità fissa, per questo sono utilizzate anche per la produzione di spumanti (soprattutto bianchi), per vini novelli (grazie alla buona dotazione antocianica e la scarsità di tannini) , per rossi giovani e frizzanti, per vini tranquilli di medio corpo e, infine, con uve ben mature ed affinamento più o meno prolungato nel legno per rossi ricchi e generosi, non di rado di grande eleganza.

I vini sono in genere color rubino carico, dai profumi intensi, vinosi e fruttati.

Nelle zone più adatte è possibile ottenere un vino ricco di struttura e di corpo adatto anche a sopportare un invecchiamento.

Negli ultimi anni è stata usata con successo l'affinamento in barriques che ha segnato una tappa importante nella storia di questo vitigno.


Il Castel San Lorenzo DOC rosso


La denominazione di origine controllata Castel San Lorenzo è stata istituita dal decreto ministeriale del 6 novembre 1991, per autorizzare la produzione di vini bianchi, rossi e rosati nei territori comunali di Castel San Lorenzo, Bellosguardo, Felitto, ed in parte quello dei comuni di Aquara, Castelcivita, Roccadaspide, Magliano, Vetere e Ottati tutti in provincia di Salerno.

Le uve iscritte al disciplinare sono il Barbera che deve essere presente dal 60 all’80% con il Sangiovese, presente dal 20 al 30% nell'assemblaggio a cui possono concorrere alla produzione gli altri vitigni a bacca rossa autorizzati per la provincia di Salerno, fino ad un massimo del 20%.

Sono idonei all’iscrizione all’Albo unicamente i vigneti ubicati su terreni ben esposti, con esclusione di quelli di fondovalle. Le rese massime autorizzate sono fissate a 10 tonnellate per ettaro.

Le tipologie autorizzate sono il Rosso e il monovitigno Barbera, anche nella versione Riserva, quando il vitigno è presente per almeno l'85% nell'assemblaggio.

Il Castel San Lorenzo Barbera se sottoposto ad un periodo di invecchiamento minimo di due anni di cui almeno sei mesi in botti di legno, a decorrere dal 1° novembre dell’annata di produzione delle uve e commercializzato con un titolo alcolometrico volumico totale minimo di 12,50%, può riportare in etichetta la qualificazione Riserva.

Il Castel San Lorenzo Rosso è di colore rosso rubino più o meno intenso con profumo vinoso, caratteristico, a volte fruttato. Il sapore è asciutto, leggermente acidulo, giustamente tannico

armonico. Per lui a tavola il coniglio alla ischiatana, la trippa alla napoletana, l'abbacchio, i formaggi semiduri e i salumi.

Il Castel San Lorenzo Barbera ha colore rosso rubino più o meno intenso. Il profumo è vinoso, caratteristico, gradevole, intenso con sapore asciutto, giustamente tannico e leggermente acidulo.

Nel Barbera riserva il colore rosso rubino tende al granata, mentre il profumo è etereo, intenso e persistente. Il sapore è asciutto, tannico, di corpo, vellutato ed armonico. A tavola si abbina con carni rosse, selvaggina, salumi e formaggi duri anche nella tipologia Riserva.


Le aziende


Le Cantine Russo si distinguono per il Barbera dalla buona acidità e il gusto tannico. Con adeguati periodi di affinamento si smussano le note più acerbe a favore di un profumo ed un gusto capaci di raggiungere livelli di eccellenza. Le uve sono coltivate biologicamente.

Va servito ad una temperatura non superiore ai 15°c, stappandolo due ore prima di mescere.

E' ideale con selvaggina e formaggi stagionati.

Da alcuni anni la piccola azienda a conduzione biologica di Roccadaspide vinifica il Castel San Lorenzo in queste colline alle spalle di Paestum, molto vocate all’agricoltura, con ottima esposizione e buona escursione termica.





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